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Viviparchi racconta... La favola di Natale, il pastore abruzzese che cercava l’eternità…

  • 31/12/2020
  • Maria Rosa Tonolli

La favola di Natale, il pastore abruzzese che cercava l’eternità…

Tanti e tanti anni fa viveva in Abruzzo un giovane pastore, gentile e di bell’aspetto. Aveva perso i genitori quando era ancora molto piccolo e questa dolorosa circostanza aveva intensificato la sua sensibilità e gli aveva procurato una grande paura della morte. Passava le sue giornate a custodire le pecore, che non erano sue perché lui era effettivamente un garzone molto ben voluto dal padrone che era per lui quasi un secondo padre.

A differenza degli altri pastori, amava leggere, soprattutto storie e leggende antiche. Si era fatta l’idea che il mondo non fosse solo quel grosso pezzo di terra fatto di monti, colline e valli che riusciva a dominare con lo sguardo dalla montagna in cui trascorreva le sue giornate.

Aveva letto che in una sperduta valle c’era un posto dove non si moriva mai. Tutto preso da questa fantasia, in cui si cullava nei momenti di tristezza, una sera in cui si sentiva più stanco del solito, si addormentò presto. Sognò una giovane fata - che per la verità assomigliava alla bella figlia del padrone - alla quale si premurò di chiedere dove si trovasse il posto dove si poteva vivere in eterno. La fatina gli rispose di non sapere esattamente dove fosse questo paese magico ma gli consigliò di mettersi in spalla il suo fagotto con i suoi pochi averi e un po’ di cibo, e di mettersi in cammino, rassicurandolo che se avesse avuto fiducia i suoi sogni si sarebbero avverati.

Il ragazzo pieno di speranza abbandonò il gregge e s’incamminò in direzione dell’est, dove gli era parso di vedere una stella più splendente delle altre: «Che sia un segno?», si era chiesto il giovane…

Camminò per monti e per valli, attraversò molti villaggi, dove dappertutto vide le stesse scene di vita ordinaria. Chiedeva a tutti dove fosse il luogo che regalava la vita eterna ma tutti rispondevano che più avanti avrebbe trovato un uomo più sapiente in grado di soddisfare la sua domanda. Il giovane pastore, che era sì un sognatore ma non uno stupido, capì subito che da quelle parti non esisteva nessun posto dove non si moriva mai e si spinse ancora più lontano, dove il cielo sembrava toccarsi con la terra.

Giunse infine in un villaggio che gli parve molto antico, come non ne aveva mai visti prima, con strade piene di asini e cammelli e con gente strana, vestita con lunghe vesti e lunghi mantelli. Anche qui, dopo aver fatto sempre la stessa domanda alle persone, non ebbe risposta. Incontrò infine alcuni pastori come lui, che portavano in mano grosse forme di cacio. Domandò dove andassero, e tutti gli risposero che si recavano in una stalla dove era nato un bambino.

«E dov’è questa stalla?», chiese incuriosito il giovane. «Ma come, non lo sai?», rispose uno dei pastori, e aggiunse:
«Guarda la stella!».

Allora il pastorello riconobbe la stella che aveva visto all’inizio del suo cammino e si mise a correre in quella direzione, con il vago presentimento che nella stalla di cui aveva sentito parlare si trovasse quello che cercava. Non aveva fatto cento metri, che un suono di campane a distesa risuonò nell’aria fresca.

Il giovane si svegliò. Pochi attimi…e capì di aver sognato tutto. Ma il suono delle campane lo udiva veramente: erano le campane del suo paese, non molto lontano dal ricovero in cui dormiva, che annunciavano la messa di mezzanotte. Si ricordò allora che era la Vigilia di Natale.

Assicuratosi che le pecore stessero ben al sicuro e ringraziando Dio che fuori ci fosse un bellissimo chiaro di luna, si avviò di corsa verso la chiesa del suo villaggio, incurante del freddo. Entrando vide un grosso presepe e gli parve di riconoscere le figure e le case che aveva visto in sogno. Assistette alla messa e ascoltò attentamente le parole del Vangelo, che parlavano di angeli e di pastori come lui avvolti da una grande luce, e comprese chiaramente che lì si annunciava il luogo dove gli uomini sarebbero davvero vissuti in eterno.

Assaporò una grande gioia, come quando da piccolo si addormentava tra le braccia della mamma. Il suo sguardo si incrociò con la figlia del padrone, anch’essa presente in chiesa, che gli sorrise allo stesso modo della fatina del sogno. 

Presto sarebbero convolati a nozze, avrebbero avuto bambini, e sarebbero stati felici sia in terra che in Cielo.

Anche nella regione Abruzzo Viviparchi ha raccolto tante convenzioni, qui le trovate tutte suddivise per tipologia. Da Ovindoli Monte Magnola che trovate nella sezione "Sport Invernali" a tutte le altre. Ecco i dettagli!